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Effetti del CBD: come agisce a livello fisico e psichico l’estratto di Canapa

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Pianta di canapa sullo sfondo con formula e struttura chimica del CBD in evidenza

Il CBD (cannabidiolo) è un composto naturale presente nella pianta di cannabis, noto per i suoi effetti benefici senza proprietà psicotrope.
Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente vuoi sapere di più su come l’estratto della canapa può aiutarti a stare meglio e su come l'assunzione di CBD possa aiutarti a risolvere un particolare problema con il quale stai combattendo. Prima di approfondire gli effetti, è importante capire cos'è il CBD. Il CBD è un cannabinoide maggiormente rappresentato nella pianta di Cannabis Sativa, una pianta appartenente alla famiglia Cannabaceae, anche comunemente nota come Canapa o Marijuana.
Continua a leggere, perché in questo articolo viene descritto il CBD in modo approfondito con particolare attenzione su quale sia la sua funzione, come interagisce con l'organismo, quali siano i suoi benefici e quali i potenziali effetti collaterali del Cannabidiolo. In tal modo raccoglierai quante più informazioni possibili che potranno certamente tornarti utili per capire se il CBD faccia al caso tuo!  

Meccanismo d'azione del CBD: focus sugli effetti 

In che modo il CBD può essere utilizzato per aiutarci a ritrovare il benessere? I suoi effetti benefici sono una conseguenza del modo in cui il nostro organismo assimila il principio attivo presente nella canapa medica e cioè attraverso il sistema endocannabinoide. Esattamente come il sistema nervoso, il sistema immunitario e il sistema endocrino, con cui preferisce interagire come modulatore, il sistema endocannabinoide è uno dei sistemi biologici presenti nel corpo umano.
Il sistema endocannabinoide agisce sulla regolazione di un'ampia varietà di processi sia fisiologici che cognitivi, come l'appetito, la sensazione di dolore, il piacere e il sonno dell'umore. È possibile immaginare il sistema endocannabinoide come un sistema costituito da tre elementi: cannabinoidi, recettori dei cannabinoidi ed enzimi.

1. Cannabinoidi

Il primo elemento costituente sono i cannabinoidi, che possono essere endogeni (endocannabinoidi) o esogeni (fitocannabinoidi), presenti naturalmente in diverse piante, ma soprattutto nella Cannabis. Questi ultimi sono molecole che trasmettono segnali e informazioni ad altre cellule del corpo umano, agiscono come "messaggeri" nel nostro organismo. 

Di cannabinoidi se ne distinguono due tipi: 

  • Endocannabinoidi: cannabinoidi che originano all'interno del nostro corpo, come il 2- arachidonoilglicerolo (2-AG) e l'anandamide; sono piccole molecole segnale derivanti dall'acido arachidonico, in grado di attivare i rispettivi recettori.  
  • Fitocannabinoidi: cannabinoidi che provengono dall'esterno, ovvero esogeni; essi si trovano nella pianta di cannabis o nella cannabis light.  

Due dei cannabinoidi più noti sono il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).  

2. Recettori cannabinoidi

Il secondo elemento costituente sono i recettori dei cannabinoidi, ovvero l'elemento necessario per la trasmissione del segnale. I recettori dei cannabinoidi, distribuiti in vari sistemi e membrane del nostro corpo, si dividono in due tipi fondamentali: recettori CB1 e CB2.

  • I recettori CB1 si trovano soprattutto nel cervello, ma anche in fegato, cuore, occhio e intestino, dove regolano umore, memoria, appetito e metabolismo.
  • I recettori CB2 sono localizzati principalmente sulle cellule immunitarie e mediano risposte antinfiammatorie.

Il CBD, pur non legandosi direttamente a questi recettori, esercita un’azione di modulazione: ad esempio favorisce l’equilibrio endocannabinoide e contribuisce all’inibizione dell’infiammazione e del dolore attraverso il CB2 .

3. Enzimi

Il terzo ed ultimo elemento costituente sono gli enzimi, ovvero le proteine che consentono praticamente la comunicazione tra cannabinoidi e recettori endocannabinoidi. 
Il CBD, che a differenza del THC ricordiamo non avere effetti psicotropi, agisce indirettamente sui recettori del sistema endocannabinoide; esso infatti non agisce su una particolare patologia, ma è piuttosto una sostanza "regolatrice" in grado di modulare il nostro sistema endocannabinoide.
In presenza di squilibri, il CBD favorisce la riparazione della comunicazione cellulare tramite il sistema endocannabinoide, mantenendo l’equilibrio omeostatico.
Sostanzialmente, il CBD può modulare meccanismi già esistenti nel nostro corpo: nel momento in cui si verifica uno squilibrio nel sistema endocannabinoide, la modulazione fornita dal cannabidiolo - agendo, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario
Il cannabidiolo comporta una modulazione indiretta di un'alterazione del sistema endocannabinoide umano causata a sua volta da malattie o traumi. 

Gli effetti fisici del CBD  

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come il CBD possa influenzare positivamente diversi aspetti della fisiologia umana. Agendo attraverso il sistema endocannabinoide, il CBD mostra un potenziale effetto modulatore su condizioni come dolore, infiammazione, ansia e stress.
Sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, i risultati finora ottenuti suggeriscono un interessante ruolo del CBD nel supportare il benessere e l’equilibrio dell’organismo. 

1. Effetti positivi del CBD su dolore e infiammazione 

Il cannabidiolo è oggetto di crescente interesse per i suoi effetti antinfiammatori e analgesici. Interagendo in modo indiretto con il sistema endocannabinoide e altri recettori come CB2, TRPV1 e 5-HT1A, il CBD aiuta a modulare il dolore e a regolare la risposta infiammatoria, senza provocare effetti psicotropi.

  • Una revisione sistematica del 2024 pubblicata su PubMed ha analizzato 40 studi e ha confermato il potenziale del CBD nella gestione del dolore. L’effetto analgesico sembra derivare dalla sua capacità di influenzare i canali coinvolti nella trasmissione nocicettiva, riducendo la sensibilità al dolore in diversi contesti patologici. 
  • Anche sul fronte dell’infiammazione, il CBD ha mostrato risultati promettenti. Uno studio del 2020 pubblicato su International Journal of Molecular Sciences ha evidenziato come il CBD possa ridurre la produzione di citochine infiammatorie e lo stress ossidativo e contribuire al controllo dell’infiammazione cronica. 

Questi risultati suggeriscono che il CBD possa rappresentare un’opzione naturale e ben tollerata per il supporto nel trattamento del dolore e delle condizioni infiammatorie, sebbene siano necessari ulteriori studi clinici per confermarne l’efficacia su larga scala. 
Sono, però, già presenti prodotti che possono contribuire ad alleviare dolore e infiammazione. Ne sono un esempio i prodotti Eusphera, come EU4Dol Plus Capsule o EU4Dol Plus Gel Lenitivo, due modalità di assunzione differenti che condividono, però, lo stesso obiettivo: supportare la salute delle articolazioni.  

2. Effetti del cannabidiolo su pelle e apparato muscolo-scheletrico 

Il CBD sta guadagnando sempre più attenzione benefici tangibili che può offrire al nostro corpo, a partire dalla pelle fino all’apparato muscolo-scheletrico. Diverse evidenze scientifiche suggeriscono che il cannabidiolo agisce come regolatore naturale dei processi infiammatori e ossidativi che, se alterati, possono compromettere la salute dei tessuti.  

  • Uno studio pubblicato su Clinical Therapeutics ha dimostrato che l'applicazione topica di un unguento a base di CBD può migliorare significativamente la qualità della pelle in soggetti con psoriasi e dermatite atopica. In questi casi, il CBD riduce l’infiammazione e ripristina l’idratazione e l’elasticità cutanea, senza effetti collaterali rilevanti. 
  • Ma gli effetti benefici non si fermano alla superficie. Un altro studio controllato randomizzato ha rivelato che il CBD è in grado di ridurre i marker di danno muscolare e accelerare il recupero fisico dopo sforzi intensi, favorendo una rigenerazione più rapida del tessuto muscolare. Il cannabidiolo si rivela dunque un alleato prezioso per chi cerca un approccio più naturale al benessere fisico, capace di agire sia in profondità che in superficie. E questo è solo l’inizio: i dati accumulati lasciano intuire un potenziale ancora più ampio, che la ricerca scientifica sta appena iniziando a esplorare. 

3. L’effetto del CBD sul sistema nervoso periferico 

Sempre più evidenze confermano che il CBD esercita un’azione significativa anche sul sistema nervoso periferico, agendo direttamente sui nervi periferici che trasmettono sensazioni come dolore, prurito o intorpidimento.

  • Nel sistema nervoso periferico, il CBD pare modulare l’attività dei canali ionici e dei recettori coinvolti nella trasmissione del dolore e, quindi, contribuisce a normalizzare l’eccitabilità neuronale e i segnali nocicettivi.  
  • In aggiunta, studi preclinici suggeriscono che il CBD inibisce l’infiammazione a livello dei gangli spinali e promuove l’equilibrio tra neurotrasmettitori inibitori ed eccitatori, agendo anche come antiossidante. 

Questo doppio meccanismo — diretto sul nervo periferico e indiretto tramite effetti antinfiammatori — rende il CBD un promettente alleato per contrastare disturbi neuropatici, ad esempio nei casi di neuropatia diabetica o post-chemioterapia. Sebbene i risultati siano incoraggianti, restano necessari studi clinici più ampi per stabilire protocolli d’uso ottimali. 

Effetti psichici e neurologici del CBD 

Oltre ai suoi effetti benefici sul corpo, il CBD si sta rivelando utile anche per il benessere mentale. Studi e ricerche cliniche suggeriscono che il cannabidiolo possa contribuire ad alleviare disturbi come insonnia, ansia, depressione e stress, grazie alla sua azione modulatrice sul sistema nervoso centrale e sull’equilibrio neurochimico dell’organismo. 

1. Effetti del CBD su ansia e stress 

Il CBD sta emergendo come un'opzione interessante per il supporto della salute mentale, in particolare nei confronti di ansia, stress e sintomi depressivi.  

  • Uno studio osservazionale pubblicato nel 2022 su PubMed ha valutato l'efficacia di una soluzione sublinguale a base di CBD (9,97 mg/mL) somministrata fino a tre volte al giorno per quattro settimane su un campione di adulti con sintomi d’ansia moderata. I risultati sono stati incoraggianti: i partecipanti hanno riportato miglioramenti significativi nei livelli di ansia, nella qualità del sonno, nell’umore e nella percezione generale del benessere. Lo studio ha evidenziato anche una buona tollerabilità del trattamento, con un’incidenza minima di effetti collaterali. Questi risultati suggeriscono che il CBD, grazie alla sua azione sul sistema endocannabinoide e alla modulazione dei recettori serotoninergici, possa rappresentare una valida alternativa o integrazione agli approcci tradizionali per la gestione di ansia e stress.  

Pur trattandosi di uno studio osservazionale non controllato, i dati raccolti forniscono una base solida per ulteriori indagini cliniche e rafforzano l’interesse verso il CBD come strumento naturale per il sostegno dell’equilibrio emotivo. 

2. Effetti del CBD sul sonno 

Il CBD si rivela un valido alleato anche nella gestione dei disturbi del sonno grazie alla sua capacità di influenzare il sistema endocannabinoide, che regola il ciclo sonno-veglia: può migliorare la qualità del sonno, ridurre il tempo necessario ad addormentarsi e aumentare la durata complessiva del riposo. Agendo anche sulla riduzione di ansia e stress, fattori spesso responsabili dell’insonnia, il CBD contribuisce a creare un ambiente favorevole per un sonno più profondo e rigenerante.  
Inoltre, il cannabidiolo sembra modulare specifici recettori cerebrali coinvolti nella regolazione del ritmo circadiano, aiutando a ristabilire un ciclo sonno-veglia equilibrato. Pur essendo necessarie ulteriori ricerche per definire protocolli d’uso ottimali, i prodotti a base di CBD rappresentano una promettente alternativa naturale per chi soffre di difficoltà nel dormire, come Eu4Sleep, l’integratore naturale per il sonno di Eusphera, a base di GABA, valeriana e melatonina.  

3. Effetti neuroprotettivi e cognitivi 

Il CBD sta suscitando grande interesse per i suoi potenziali effetti neuroprotettivi e benefici cognitivi, soprattutto nel contesto dell’invecchiamento e delle malattie neurodegenerative.  

  • Uno studio pubblicato nel 2023 su Frontiers in Aging Neuroscience ha esaminato gli effetti del cannabidiolo su modelli animali anziani. I ricercatori hanno osservato che il trattamento con CBD ha ridotto significativamente i livelli di infiammazione cerebrale, un fattore chiave nel declino cognitivo associato all’età e a patologie come l’Alzheimer. Inoltre, il CBD ha migliorato le funzioni cognitive, come la memoria e l’apprendimento, il che suggerisce una protezione diretta delle cellule nervose contro i danni ossidativi e infiammatori. 

Questi risultati indicano che il CBD può modulare i processi neuroinfiammatori e ossidativi e contribuisce a preservare l’integrità neuronale e a migliorare le capacità cognitive. Sebbene lo studio sia stato condotto su animali, apre la strada a ulteriori ricerche cliniche sull’uomo, con l’obiettivo di sfruttare il potenziale terapeutico del CBD per rallentare il declino cognitivo e migliorare la qualità della vita negli anziani o in pazienti con malattie neurodegenerative.  

Possibili effetti collaterali del CBD  

Iniziamo subito ricordando che il CBD non è un composto psicotropo: non fa “sballare” e non crea dipendenza. Probabilmente ti starai domandando se il CBD possa causare effetti collaterali e controindicazioni. Alcuni sì: elenchiamo qui sotto gli effetti negativi più comuni

  • Secchezza delle fauci. Il cannabidiolo influisce sul comportamento delle ghiandole salivari, quindi può causare una leggera secchezza, che rimane comunque temporanea e a cui si può facilmente ovviare idratandosi opportunamente.  
  • Variazioni dell’appetito. Dato che dipende molto dal tono dell’umore, e dato che il CBD ha effetti importanti proprio sull’umore, è possibile che assumendo estratto di cannabis si possano notare un aumento oppure una diminuzione del senso di fame (è una questione soggettiva). Se si trattasse di una controindicazione, in ogni caso, si potrebbe porre rimedio a ciò riducendo la dose quotidiana di CBD fino a tornare a condizioni normali di appetito.  
  • Leggero abbassamento della pressione. Il CBD ha effetti ipotensivi, di conseguenza risulta utile a chi deve tenere sotto controllo la tendenza all’ipertensione; per gli altri soggetti, meglio consultare un medico prima di intraprendere un trattamento a base di cannabidiolo.  
  • Senso di vertigine. Per ovviare a ciò, è sufficiente iniziare l’iter con dosaggi di CBD limitati, per poi eventualmente incrementarli. 
  • Senso di stanchezza. Avendo il CBD effetti calmanti, è possibile che alcune persone notino una certa fiacca o sonnolenza. Anche in questo caso, basterà dosare in modo più oculato la quantità di estratto di CBD per eliminare gli effetti indesiderati.  
  • Dissenteria. Questo effetto collaterale solitamente è dovuto più all’olio utilizzato come vettore che al cannabidiolo in sé. In genere il CBD viene associato ad olio di canapa, di oliva o MCT (trigliceridi a catena media); se uno di questi dovesse dare fastidio, sarebbe comunque possibile selezionare un prodotto formulato con un differente olio vettore. 
  • Arrossamento della cute. Con l’applicazione di creme, gel o lozioni al CBD, si potrebbe verificare un arrossamento della cute: per questo è importante testare il prodotto prima su una zona ristretta per vedere come reagisce. 

Si tratta di effetti collaterali di portata non grave, e vale la pena ribadire che, interrompendo l’assunzione di CBD, essi spariscono automaticamente (non sono permanenti).  

Possibili interazioni del CBD con altri farmaci

È sempre buona norma consultare il proprio medico se già si assumono dei farmaci, per verificare che non vi siano potenziali interazioni con il CBD, come è opportuno fare con qualsiasi altro prodotto, anche se si tratta di un prodotto al 100% naturale (l’iperico, ad esempio, può avere interazioni con alcuni contraccettivi orali).
Il CBD può interagire con diversi farmaci, soprattutto quelli metabolizzati dagli enzimi del fegato, per esempio con:  

  • Anticoagulanti (es. Warfarin): il CBD può rallentare il metabolismo e aumentare il rischio di sanguinamento. 
  • Farmaci antiepilettici (es. Clobazam, Valproato): può alterarne i livelli nel sangue. 
  • Farmaci per la tiroide (es. Levotiroxina): possibili alterazioni del dosaggio necessario. 
  • Benzodiazepine (es. Diazepam): il CBD può aumentarne la sedazione. 
  • Antidepressivi (es. SSRIs come Fluoxetina): interazioni sul metabolismo possono intensificare o ridurre l’effetto. 
  • Farmaci immunosoppressori (es. Ciclosporina): attenzione a variazioni nei livelli plasmatici. 
  • Statine (es. Atorvastatina): il metabolismo può essere rallentato, con aumento del rischio di effetti collaterali. 
  • Antistaminici (es. Loratadina): possibili interazioni sul sistema nervoso centrale. 

Fattori che influenzano l’intensità e la durata degli effetti del CBD 

La durata e l’intensità degli effetti del CBD possono variare significativamente da persona a persona, influenzate da diversi fattori. Tra questi, la modalità di assunzione, la dose, il metabolismo individuale, il peso corporeo e la composizione del prodotto svolgono un ruolo fondamentale. Comprendere queste variabili è essenziale per ottimizzare l’uso del CBD e massimizzare i suoi benefici. 

1. Modalità di assunzione del CBD 

La modalità con cui si assume il CBD influenza fortemente la velocità e la durata dei suoi effetti.  

  • L’assunzione sublinguale, attraverso gocce sotto la lingua, permette un assorbimento rapido direttamente nel flusso sanguigno, con effetti che si manifestano in 15-30 minuti. 
  • L’assunzione in forma di compresse, invece, comporta un passaggio attraverso il sistema digestivo e il fegato, rallentando l’inizio degli effetti (1-2 ore), ma prolungandone la durata. 
  • L’applicazione topica agisce localmente, ideale per dolori o infiammazioni circoscritte, ma senza effetti sistemici immediati. 

2. Dosaggio 

La quantità di CBD assunta è uno dei fattori più importanti per determinare intensità e durata degli effetti. Dosaggi più elevati tendono a produrre un effetto più duraturo e marcato, ma non sempre una maggiore quantità significa migliori risultati. È fondamentale trovare la dose ottimale per ogni individuo, iniziando con quantità basse e aumentando gradualmente, per evitare effetti indesiderati e massimizzare i benefici. 

3. Metabolismo individuale 

Il metabolismo personale gioca un ruolo fondamentale nella risposta al CBD. Alcune persone metabolizzano il cannabinoide più velocemente, mentre altre lo eliminano più lentamente, prolungandone gli effetti. Fattori genetici, età, stato di salute e funzionalità epatica possono influenzare questo processo. L’esperienza con il CBD è, dunque, molto soggettiva e variabile da individuo a individuo. 

4. Interazione con alimenti e farmaci 

Il CBD può interagire con alimenti e farmaci, modificandone l’assorbimento e il metabolismo. Ad esempio, assumerlo insieme a cibi ricchi di grassi può aumentarne la biodisponibilità. Al contrario, alcune sostanze possono rallentare o accelerare la metabolizzazione del CBD, influenzandone l’efficacia e la durata. È importante consultare un medico se si assumono farmaci per evitare possibili interazioni indesiderate. 

Effetti delle varie tipologie di CBD 

I prodotti a base di canapa presenti sul mercato si distinguono non solo per le loro formulazioni, ma anche – e soprattutto – per il tipo di CBD utilizzato, che può influenzare direttamente l’efficacia e gli effetti percepiti sull’organismo. Le principali tipologie sono tre: CBD isolato, CBD ad ampio spettro e CBD a spettro completo. Ecco come si differenziano e quali benefici possono offrire: 

  • CBD isolato: è la forma più pura di cannabidiolo, priva di qualsiasi altro composto della pianta. Si presenta in genere sotto forma di polvere cristallina o olio, ed è spesso impiegato in combinazione con altri ingredienti naturali per prodotti mirati. 
    Effetto: offre un’azione mirata del solo CBD, ideale per chi vuole evitare completamente qualsiasi tracciabilità di THC o per chi ha una sensibilità particolare verso altri cannabinoidi.
     
  • CBD a spettro completo: contiene tutti i fitocomposti naturali della Cannabis Sativa, incluso il THC, anche se in quantità legali e non psicoattive. 
    Effetto: grazie alla presenza combinata di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, favorisce il cosiddetto “effetto entourage”, un meccanismo sinergico che amplifica le proprietà rilassanti, antinfiammatorie e analgesiche del CBD.  

  • CBD ad ampio spettro: simile al full spectrum, ma con una differenza sostanziale: il THC viene completamente rimosso durante il processo di estrazione. 
    Effetto: conserva tutti i benefici dell’effetto entourage, senza alcun rischio di alterazioni psicotrope o di falsi positivi nei test antidroga. È particolarmente indicato per chi cerca un’azione completa del fitocomplesso, ma con massima sicurezza d’uso. 

Come cambiano gli effetti del CBD in base al metodo di assunzione 

1. Effetti del CBD oil  

Un concentrato derivato dalle piante di canapa costituito principalmente da CBD, che viene poi combinato con un olio vettore come l'olio extravergine di oliva, l'olio di cocco, l'olio di semi di canapa o altri composti presenti in natura. Parte del CBD utilizzato per produrre gli oli di CBD viene estratto con l'alcol o addirittura con il butano. Il prodotto finale non dovrebbe contenere alcun solvente residuo, ma la maggior parte dell'olio di CBD di alta qualità che si vede in giro oggi viene invece estratto con l'aiuto della CO₂ supercritica. L'estrazione avviene in una macchina apposita con CO₂ che attraversando i fiori di canapa consente l'estrazione del CBD e di altri cannabinoidi.
Effettuando un'ulteriore purificazione è possibile produrre l'olio di CBD ad ampio spettro o isolato.
L'olio di CBD può essere assunto direttamente per via sublinguale ed alternativamente è possibile diluire il CBD in liquidi (ad es. una tisana), in tal caso l'effetto del CBD sarà inferiore a causa della sua scomposizione da parte dell'apparato digerente. Per tale motivo, la quasi totalità dei venditori di olio di CBD ne consigliano l'assunzione per via sublinguale (sotto la lingua): oltre ad avere un effetto più rapido e una durata variabile dalle 4 alle 6 ore, grazie al passaggio dalla mucosa al flusso sanguigno, evita le interazioni con gli enzimi

2. Effetti dei cristalli di CBD  

Generalmente utilizzati per produrre prodotti a base di CBD puro, non sono altro che estrazioni isolate e purificate di cannabidiolo, che si presentano sotto forma di finissimi grani bianchi e inodori.
Il cannabidiolo viene estratto con macchinari di estrazione a CO₂ e senza l'uso di solventi, potenzialmente tossici per l'uomo e l'ambiente. Successivamente, durante il processo di isolamento dei cristalli, viene rimosso tutto ciò che è presente nella materia vegetale: tracce di THC, oli, resine, clorofilla e così via. Ciò che rimane alla fine della lavorazione è quindi nient'altro che la molecola di CBD pura. I cristalli vengono quindi lavorati fino a raggiungere il 99% di purezza. Nel restante 1%, invece, si trovano le sostanze, anch'esse naturali, che servono a dare al cristallo il tipico sapore di un estratto di canapa.
Può sembrare strano, ma uno dei modi più semplici per utilizzarlo è sciogliere i cristalli di CBD sotto la lingua. Infatti, dopo averli messi sotto la lingua, è sufficiente attendere circa 60 secondi affinché si sciolgano e poi deglutire. L'applicazione sublinguale dei cristalli di CBD consente alle mucose orali di assorbire il prodotto. È proprio questo il processo che ne garantisce un effetto forte e rapido. In alternativa, è possibile svapare il CBD o vaporizzarlo. È anche possibile fumare il CBD. La vaporizzazione offre un’azione ancora più immediata, ma di durata più breve rispetto all’assunzione sublinguale. 

3. Effetti della tintura di CBD 

Spesso viene chiamata allo stesso modo dell'olio di CBD, ma è molto diversa. Le tinture di CBD si ottengono lavando il materiale organico della pianta di marijuana in una soluzione di alcol. Il materiale vegetale viene poi filtrato e possono essere aggiunte altre erbe o agenti aromatizzanti per completare il processo.
La tintura è molto più facile da preparare, anche se richiede più tempo. Il fiore derivato dalla canapa viene sbattuto in alcool alimentare leggermente elevato. Successivamente, però, la materia vegetale viene filtrata.
La tintura di CBD, che funziona quasi esattamente come l'olio di CBD, viene assunta per via sublinguale. È anche possibile aggiungere tinture o oli a cibi infusi di cannabinoidi per migliorarne la biodisponibilità. 

4. Effetti delle capsule di CBD 

Sono capsule di gelatina riempite di olio di CBD, ideali per assunzione di CBD per via sublinguale. Progettate per essere assunte come qualsiasi altro integratore per il benessere (come le capsule di olio di pesce omega3, echinacea, ecc.), forniscono al corpo una dose precisa di cannabinoidi e terpeni senza dover fumare o usare un vaporizzatore. Una volta ingerite, le capsule di CBD vengono rapidamente dissolte dagli enzimi presenti nello stomaco.
A differenza degli edibili di CBD (che spesso contengono altri nutrienti e ingredienti più difficili da digerire), le capsule di CBD vengono metabolizzate dall'organismo in modo rapido e semplice. Sebbene le capsule vengano digerite nello stomaco, molti dei cannabinoidi e dei terpeni in esse contenuti possono agire sui recettori locali in tutto il tratto digestivo. Il resto sarà metabolizzato nel fegato, assorbito nel flusso sanguigno e quindi trasportato in tutto il corpo per agire sui vari recettori che compongono il sistema endocannabinoide (compresi CB1 e CB2, ma anche altri recettori secondari come i recettori serotoninergici, TRPV1, ecc.). L’inizio degli effetti dopo l’assunzione di capsule è generalmente più lento, compreso tra 1 e 2 ore, mentre la durata può estendersi fino a 8 ore, grazie al rilascio graduale dei principi attivi. 

5. Effetti dei prodotti topici a base di CBD 

Le creme al CBD o i prodotti topici al CBD sono ampiamente utilizzati e noti per le loro numerose proprietà benefiche. Vantano infatti diversi impieghi in cosmetica grazie all'elevato potere idratante e antinfiammatorio dei prodotti che contengono cannabinoidi e sono inoltre adatti a tutti i tipi di pelle come preziosi alleati, soprattutto per le pelli sensibili.
Chi soffre di eczema, acne, psoriasi e crampi muscolari o ha la pelle secca trae notevole sollievo dall'uso di questi prodotti; sono note da tempo anche le proprietà antiossidanti e antinvecchiamento dei cannabinoidi. Inoltre, combinando sapientemente il CBD in formule cremose contenenti ingredienti naturali a loro volta utili per diversi tipi di applicazioni, si realizzano creme topiche per il viso di tipo antinfiammatorio o antinvecchiamento, oppure creme utili per chi pratica sport, soffre di dolori muscolari di vario tipo o deve riprendersi da un infortunio e desidera un sollievo dal dolore. Le creme al CBD si rivelano preziose alleate in molte occasioni

Come aumentare gli effetti del CBD 

  1. Assunzione di CBD per via sublinguale.
    Il metodo più efficace per assumere CBD è per via sublinguale. D’altronde come già accade per alcuni farmaci, integratori e prodotti farmaceutici, l’assunzione sublinguale riesce a far assimilare le sostanze curative al nostro corpo in maniera più rapida e soprattutto più efficace.  
    Quindi per poter beneficiare più velocemente e in modo maggiore degli effetti del cannabidiolo, dovrete versare la dose di olio di CBD (indicata nella terapia) direttamente sotto la lingua. A questo punto dovrete “trattenere” la sostanza sotto la lingua per circa 20-30 secondi e lasciarla agire. In questo lasso di tempo non dovrete deglutire. Dopodiché sarebbe bene evitare di mangiare e bere per 30 minuti circa, in modo tale da far assorbire le sostanze curative in maniera ottimale. L’area sotto la lingua è infatti una zona fortemente capillarizzata, riesce ad assorbire in maniera maggiore e rilascia le sostanze direttamente nel flusso sanguigno.

  2. La decarbossilazione
    Il secondo metodo per aumentare gli effetti del CBD, consiste nella decarbossilazione. 
    Quest’ultima può essere applicata solamente alle cime di Cannabis, va evitata assolutamente per Olio di CBD e Creme dato che gli ingredienti presenti al loro interno sono stati già sottoposti a questo processo. 
    Per poter beneficiare al massimo delle proprietà benefiche del cannabidiolo (CBD) quindi occorre una corretta decarbossilazione, azione in grado di attivare i cannabinoidi e migliorarne l’assimilazione da parte del nostro organismo. Questo processo chimico avviene alla temperatura di 110 gradi, che va mantenuta costante per 30-40 minuti. L’Olio di CBD arrivato a questa temperatura comincerà a trasformare il CBDA (e tutti gli altri acidi cannabinoidici presenti) nel proprio cannabinoide corrispondente. In questo caso in CBD. 
    Solitamente la decarbossilazione avviene in maniera naturale se il CBD viene assunto fumandolo, è consigliabile però procedere con questa tecnica anche prima di fumare CBD. Se ti interessano invece ulteriori info sui prodotti a base di CBD come oli, creme, estratti, e gel, ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro shop: Eusphera Nutraceuticals, ha un reparto interno di Ricerca & Sviluppo che ha proprio il compito di portare nuove evidenze e di migliorare costantemente la qualità dei propri prodotti con estratto di cannabis. Per qualsiasi domanda o delucidazione, contattaci senza indugio e ti forniremo tutte le informazioni di cui hai bisogno. 

FAQ - Domande frequenti sugli effetti del CBD 

  1. Domanda: Quanto dura l’effetto del CBD? 
    Risposta: La durata varia in base alla modalità di assunzione: da 2-3 ore (inalazione) fino a 6-8 ore (in compresse o assunzione sublinguale).

  2. Domanda: Il CBD causa effetti psicotropi?
    Risposta: No, il CBD non è psicotropo e non altera le funzioni cognitive o la percezione come fa il THC.

  3. Domanda: Il CBD può interagire con farmaci?
    Risposta: Sì, può interagire con diversi farmaci, specialmente quelli metabolizzati dal fegato.

  4. Domanda: Qual è la dose giusta per gli effetti desiderati?
    Risposta: Non esiste una dose unica: dipende da fattori come peso, metabolismo e motivo d’uso, ma si consiglia sempre di iniziare con dosaggi bassi.

  5. Domanda: Quali sono i tempi di assunzione consigliati?
    Risposta: Il CBD può essere assunto in qualunque momento, ma per sonno e rilassamento si preferisce la sera, mentre per il dolore o l’ansia anche al bisogno durante il giorno.

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